False partenze

di Nelv


La Donnola è partita – è stata, forse, la prima -, Nicolaj è partito, è partito l’Orientale e l’Ingegner Pulsante, anche l’Originale ha dovuto accettare il fatto che le lezioni sono finite, e non ci sono altre opzioni, si torna a casa.

Volevo approfittare del periodo morto per introdurre il Sardo Scorbutico – in realtà non so perché non l’ho fatto prima.
Si capisce che è sardo dal modo in cui pronuncia la parola “pecora”, si capisce che è scorbutico perché tendenzialmente lo fa per insultare l’interlocutore, chiunque egli sia e a prescindere dal contenuto della conversazione; il Sardo Scorbutico è l’amico che vorreste regalare al vostro peggior nemico, o a qualunque persona sola che pensate non sappia apprezzare il valore della solitudine; è l’ospite perfetto per il party a cui non siete stati invitati, e il miglior compagno per la fanciulla che vi ha malamente scaricato.
Il Sardo Scorbutico offre crostata nei cartoni della pizza, fa colazione con birra e pomodori – ma disgraziatamente la cosa non sta avendo conseguenze – e si diletta guardando su Youtube video di satanisti e presunti fondamentalisti cristiani. Va anche a rubare i lumini dai cimiteri, ma è un qualcosa a metà tra una leggenda e un segreto, quindi fate finta di non aver letto.
Ogni tanto se ne sentirà parlare!

Tornando all’argomento in apertura, invece, il ritorno ai luoghi natii ha innumerevoli vantaggi spesso sottovalutati, che molti sembrano non cogliere: non si è costretti ad andare in giro conciati come l’Omino Michelin, per dirne una.
Non si deve pagare per un pasto a base di verdura bollita – crudele ironia! -, e a fatica ci si trattiene dal consegnare ai propri genitori la tessera della mensa, non si deve andare a buttare la spazzatura né pulire periodicamente i bagni. O almeno questo è quello che pensavo.

Scusate, devo andare a passare lo straccio.

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