All we need is Radio Povo

di Nelv


Tecnicamente è sabato, e quindi sarei già venuto meno al proposito di pubblicare un articolo ogni venerdì. Però non chiudo ancora occhio da stamattina, e magari non si può dire che la giornata sia conclusa.

Ad ogni modo: concludere (finalmente!) una relazione di laboratorio non è mai un qualcosa di estremamente rilassante. Lo è ancora meno se si è in compagnia di tre sconosciuti che in uno squallido tentativo di imitazione dello Zoo di 105 fanno per ore delle registrazioni su una base per karaoke di Nella vecchia fattoria.

Tentare di boicottare le registrazioni mettendo a tutto volume su youtube brani culturalmente elevati, quali la Marcia Turca di Mozart, la Sonata al Chiaro di Luna di Beethoven e Una Rotonda sul Mare di Fred Bongusto (trova l’intruso) risultava quasi d’obbligo, la risposta “Noi non trattiamo con gli ingegneri” – perché sì, di ingegneri si trattava – ad un tentativo di approccio dei tre suddetti era forse di gusto discutibile, ma i nostri ne sono grossomodo usciti vivi.

Anche la relazione è carina. L’idea di fondo è che bisogna prendersi la responsabilità di tutto ciò che si scrive, ma, dato il rischio di produrre inaudite fesserie, locuzioni come parrebbe possibile vedere nelle misure, sembrerebbe che i risultati possano indicare et similia pullulano per tutto il testo.
Si è poi avuta cura di ignorare tutti i discorsi di “etica professionale”, e d’altronde sarebbe stato un po’ difficile dover giustificare cose come cambi repentini della forza gravitazionale, o improbabile supporre un’errata formulazione di leggi ben accettate da circa 4 secoli, e qualche calcolo ad hoc non poteva mancare. Naturalmente è ancora presto per il verdetto finale (non è stata ancora neanche spedita).

Per quel che riguarda il pomeriggio attuale, dopo aver speso la prima parte in maniera più che produttiva (aspettando che la lavatrice finisse di lavare i panni per rendersi conto, a fine lavaggio, di non aver inserito il sapone), si è proseguito col sopracitato* LAN party; a riprova del fatto che l’importante non è solo partecipare, i nostri per assicurarsi la vittoria hanno pensato bene di impostare una partita 6 contro 2, lasciando le cpu nel team meno numeroso. L’ultima partita, appena più equilibrata – ma con le cpu sempre in inferiorità numerica – si è conclusa con una tremenda disfatta dei nostri, sotto assedio dal terzo minuto circa.

Questi ed altri motivi spingono il sottoscritto a chiudere l’indecente campagna odierna quanto prima, per annegare le umiliazioni di guerra nel sonno.

*: per chi si domandasse in quale sopra questo LAN party viene citato: attendere venerdì prossimo.

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