L’amore ai tempi del moscerino

di Nelv


Uno capisce l’importanza delle mezze misure quando i risultati di un certo calcolo passano da 0.000017 a 941, e si vorrebbe un misero 35; uno capisce l’importanza della pizza a domicilio durante un LAN party, quando si preferirebbe iniziare a sgranocchiare l’arredo circostante piuttosto che staccarsi dal computer; ma Biagio l’Originale non lo capirete mai.

Quello che invece potete trarre dalla singolarità dei suoi ragionamenti è ciò che concerne la differenza tra uso di buonsenso e di logica: nel primo caso probabilmente non vi troverete a criticare il diritto alla vita o a ricondurre i problemi della razza umana a esperimenti in cui degli scienziati fanno ubriacare dei moscerini in cerca di grandi verità (la Storia ringrazia per la metafora).
Nel secondo, sì.

Sarebbe tedioso dilungarsi sull’esatto contenuto dell’articolo, e in questo caso dovremmo offrire all’Originale il diritto di replica, opportunità quanto più perigliosa ed evitanda. Permettetemi di soprassedere.

Risalendo la lista: nello scorso articolo è riuscito a fuggire dalla bozza un paragrafo riguardante la generica definizione di LAN party e la sua attuazione negli ameni circoli universitari trentini. Fortunatamente l’insieme dei lettori è strettamente contenuto in quello dei partecipanti ai suddetti party, e quindi il paragrafo non sarebbe stato di grande utilità: ma, fingendo di rivolgersi al grande pubblico del web (?), bisognerà porgere le scuse per la propria disattenzione e riproporlo qui.

Un LAN party è quella cosa che tra una settantina d’anni, ma anche meno, si organizzerà nei centri anziani al posto delle partite a bingo: consiste in una serie di computer tutti vicini tra loro sui quali gira un gioco. I computer sono collegati, così che chi si trova davanti allo schermo possa giocare assieme agli altri. Chiaro? No? Meglio, dal punto che questi sono i passatempi dei nostri eroi, e più risultano torbidi e meglio è.

Il gioco in questione – già detto? Forse: nel caso, perdonate la ripetizione – è Age of Empires II. Il sottoscritto è, malgrado il suo impegno, un pessimo giocatore, ma nel circolo sono presenti vere e proprie macchine da guerra, i Lao Tzu del ventunesimo secolo. Che spreco.
Solo per evitare fraintendimenti: se pensate che l’Originale sia tra questi, ecco, sbagliate. Non sarebbe male, ma tende a confondersi con The Sims, curando estetica e simmetria nel creare la propria città piuttosto che combattere il nemico; con tutto ciò, risulta comunque più forte di chi ora scrive.

Per quanto riguarda il primo punto, ovvero i risultati del calcolo, c’è ben poco da dire.
Una buona idea potrebbe essere quella di mettere in epigrafe alla relazione una citazione come:

«La finzione dev’essere credibile, ma la realtà questo dovere non ce l’ha mica.»

 A presto!

(La donnola ha aperto un blog! Sono riportate le sue diatribe con l’Originale – tutta la nutrita redazione di Biageide aspetta con ansia una rissa tra intellettuali.
Se continua così non ci sarà da attendere molto.)

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