Il suonatore Biagio

di Nelv


 Dov’è Biagio l’Originale
che fu sorpreso dai suoi vent’anni
e con Pokemon Giallo avrebbe ancora giocato?

Lui che offrì la vita alla logica,
la gola al canarino* e mai il pensiero
d’aver avuto torto a volte per intero.

Lui sì, sembra di sentirlo
trarre conclusioni affrettate,
a partire da ipotesi errate:

sembra di sentirlo ancora
dire allo studente di filosofia:
“La tua facoltà è più facile della mia.”

È tornato a casa, ecco dov’è – come tutti, del resto.

Disgraziatamente, queste non sono settimane troppo interessanti; la reale causa, a dirla tutta, è che l’interesse nella vita e negli eventi che la compongono raramente sopravvive alla decisione di mettersi a leggere Pavese di prima mattina, alla fermata dell’autobus e con un sottofondo di pioggia scrosciante: e il nostro ha sconsideratamente compiuto questa scelta. Sicché, la settimana è sfumata immediatamente in toni di grigio.

Motivazioni d’ordine shakespeariano per il maltempo sopracitato, comunque, ce ne sono eccome: la meteorologia ha infatti prontamente seguito le logiche del Macbeth, e il tempo è andato incupendosi da quando l’Originale ha rischiato di vincere a Citadels – evento apocalittico in grado di scatenare l’Armageddon, e prontamente sventato dalla Donnola, che si è rifiutata di concludere la partita – e ha totalizzato una serie di clamorose vittorie in Age of Empires II.

Qualunque fosse la ragione dei rovesci di mercoledì e giovedì in quel di Trento, il nostro Orientale ha potuto verificare che, se non è detto che nelle scarpe Geox il piede possa respirare, è però certo che, ad opportune condizioni, rischi l’annegamento: la sensazione di camminare scalzi nell’acqua, in altri contesti certamente più piacevole, è garantita quando un avvallamento del selciato forma una pozza di discrete dimensioni e il tempo, pur infernale, non vi fornisce nocchieri dagli occhi di bragia. Del resto, è probabilmente più salutare trascorrere la giornata con i piedi bagnati che non infilarsi delle monete sotto la lingua, e così non è che ci si possa lamentare. (Ma, potendo scegliere, non fatelo.)

Come tutte le volte in cui non si sa bene cosa dire, si è finito a parlare del tempo – in realtà così si è anche iniziato, ma vabbe’. È che non ci sono più le mezze stagioni, ecco perché.

* Bevanda digestiva prediletta da chiunque sia nato negli anni ’20 e dall’Originale

Annunci