Le avvisaglie del fato

di Nelv


Produrre locuzioni altisonanti per mascherare situazioni tragicomiche è stato sempre uno dei capricci dell’Orientale, che, discutendo con l’Originale, sintetizzava così quest’oggi gli inusuali avvenimenti degli ultimi giorni, nominandoli avanguardie di un luminoso – e auspicabilmente prossimo – avvenire.

Tutto inizia sabato, quando Nicolaj propone – non si sa bene perché – di andare la sera successiva a cena; durante la giornata, vengono alla luce ben due possibili motivazioni: la Donnola sarebbe partita il mercoledì successivo per Stoccolma, e lunedì sarebbe stato il compleanno dell’Originale (universalmente conosciuto come Il Natale di Molfetta).
I nostri si recano dunque a celebrare la Vigilia di Molfetta: la compagnia può vantare la presenza dell’Orientale, della Donnola, dell’Ingegner Pulsante, di Nicolaj e di chi vi scrive. Si passa la cena discorrendo di come poter degnamente tramandare ai posteri le gesta dell’Originale, progettando tra l’altro la stesura di un Vangelo.

(Per inciso, solo la Donnola produrrà qualcosa, la notte stessa. Ecco un estratto:

«Venuto dalle spiagge della Puglia
A convertire bestie e letterati
La matematica per lui è la guglia
E tutto il resto è roba da sfigati
E dunque, lode e gloria della Puglia
Ben venti anni adesso son passati
Da quando fosti al mondo che ti garba
E già completo di codino e barba.»)

La sorpresa della serata si incarna in un quartetto di piacenti fanciulle olandesi, che inaspettatamente apostrofano la compagnia, chiedendo di grazia dove ci si possa andare a divertire la sera a Trento – domanda che potrebbe passare per retorica, conoscendo Trento e i nostri, ma rivolta in completa buona fede.

Panico ed euforia iniziano a serpeggiare tra le fila della brigata, e, mentre l’Originale propone concitatamente di portarle nella sua magione e usare il Limoncello appositamente depositato in freezer – come bevanda nel migliore dei casi, come oggetto contundente nel peggiore – per trarre il massimo profitto dalla situazione, comunicando in un inglese stentato il resto del gruppo comincia a scortare le sventurate in giro per la città, in cerca di locali aperti.
Si trova, con gran sollievo dei nostri e un certo disappunto delle fiamminghe, in cerca di locali da ballo, soltanto una birreria.

La serata, che l’Originale chiamerà successivamente “Una battaglia vinta”, incitando nel contempo i compagni di merende a non perdere la concentrazione necessaria (?) alla vittoria della “guerra”, trascorre piacevolmente, e ci si dà appuntamento per l’indomani.
Con un fare tipico di esperti coglitori di funghi, i nostri decidono di tenere nascoste le nuove conoscenze, e, con lo spirito del cacciatore di cinghiali che già sente sua la preda, l’Originale predispone la spartizione delle componenti del gruppo.

(Il lettore attento avrà forse rilevato che, a fronte di quattro piacenti fanciulle, i nostri sono cinque.
Il lettore informato avrà ricordato che Nicolaj è felicemente fidanzato, a distanza.

Il lettore perspicace avrà intuito perché Nicolaj non abbia potuto voluto nei giorni successivi unirsi ai nostri per riincontrare le fanciulle.)

La sera a seguire, seppur con qualche difficoltà dovuta alle differenze di linguaggio, si riesce a organizzare un altro incontro, scampando per la seconda volta il pericolo di finire in qualche locale da ballo. Gli argomenti di conversazione iniziano a languire.

Siamo a martedì: le ragazze chiedono ancora di uscire, ma stavolta i nostri non perdono la testa; ci sono cose più importanti nella vita di un uomo, e comunque Age of Empires II vale bene un gruppo di quattro piacenti olandesi – no, non è vero, ma stendiamo un velo pietoso e passiamo a mercoledì.

Mercoledì: la Donnola è partita.
I nostri rimangono in tre, ma si presentano solo due olandesi, e stavolta, sfortunatamente, si trova aperto un locale in cui sembra si possa ballare. Il sottoscritto si dilegua prima di entrare, l’Ingegner Pulsante e l’Originale tentano la sorte e scoprono che in realtà non c’erano possibilità di ballo, all’interno – ma nessun risvolto interessante, pare.

Da allora, delle olandesi non si sa più nulla.
Rimane un solo rimpianto: non aver potuto sottrarre il simpatico libricino-guida all’Italia con le frasi utili per relazionarsi con gli autoctoni: «Che bello, cardinali e gangster che si contendono il potere!», «Vieni qui, o mia bella salsa alla marinara!», ed altro ancora.

(Sul serio.)

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