Un ritorno non è impresa da niente

di Nelv


I viaggi sono sempre stressanti, specie per un cultore dell’otium quale il sottoscritto; va comunque detto che con Trenitalia sono in buoni rapporti – principalmente perché utilizzando un qualsiasi altro mezzo avrei maggiori spese e perdite di tempo, e quindi, pur con tutti i ritardi, non è che ci sia da lamentarsi.
Unico appunto: se nei Frecciargento ci fossero delle bocchette dell’aria non si rischierebbe di passare l’ultima mezz’ora di viaggio respirando anidride carbonica come una pianta d’appartamento (senza, ahimé, produrre ossigeno). Ma non è che sia così importante.

Passando ad argomenti più interessanti: nell’ultimo post avevo parlato della progettata stesura di un Vangelo narrante la matematica novella dell’Originale: la Donnola per l’occasione ha veramente vestito i panni dell’evangelista e si è messa all’opera con risultati che già la pongono in odore di santità. Sono stati realizzati due capitoli (1, 2), entrambi meritevoli di attenta lettura e riflessione.

L’affare olandese si è invece burlescamente concluso con una tragedia del messaggio à la Romeo e Giulietta – un modo altisonante per dire che mi sono accorto alle 3 di notte (appena rientrato a casa dopo l’edificante sessione settimanale di Age of Empires II) di essere stato contattato attorno all’una e mezza da una delle fanciulle in questione, che chiedeva se per caso avessi impegni per quell’ora.
Trattasi della classica situazione in cui si ritrova chi, avendo comprato un Gratta&vinci da 2€ poi disgraziatamente scivolato in un tombino, rimane per giorni, settimane, a volte mesi, tormentato dall’idea che proprio quello fosse il bigliettino recante un’esorbitante vincita, occasione persa per la propria distrazione colpevole.
Che fosse un bigliettino perdente come tutti gli altri non passa mai per la testa – diciamo pure che è più gradevole pensare di aver avuto occasioni e averle perse piuttosto che convincersi di non averne mai avute affatto.

Tra gli eventi degni di nota della settimana va almeno citata la visita ad un caffè letterario (!) a Trento, poi prontamente ribatezzato bar con dei libri – per citare letteralmente, “Non è un caffè letterario, è un bar con dei libri. Che è anche una cosa auspicabile, ma non è un caffè letterario”.
Si potrebbero poi fare delle considerazioni in merito al fatto che, mentre i colleghi giuristi si lamentano di avere solamente due settimane di stacco dalla fine dei corsi all’inizio degli esami [noialtri si finisce il primo giugno e il primo esame è tre giorni dopo, ndr], ma si consolano con ponti di 10 giorni in occasione del 25 aprile e primo maggio e gite in amene località nordiche, ci sono universi paralleli ma non troppo distanti in cui sono iniziati i sacrifici alla trinità indù per poter arrivare vivi a fine Luglio – sì, si potrebbero, ma tra il dire e il fare…

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