Sull’effetto Povo

di Nelv


Mi chiedono approfondimenti sulla laconica uscita del post precedente riguardante l’effetto Povo: riportiamo dunque una memoria scritta, dai diari del 2765 ab U.C. di Biagio l’Orientale.

«Trento, fine primavera.

L’effetto Povo: qualcosa di cui non ero assolutamente a conoscenza fino a quando, qualche sera fa, manifestavo perplessità e fastidio per la crescente distrazione arrecatami dalla presenza di non meglio specificate figure femminili attorno a me: ne attribuivo la causa principalmente al fatto che con la scusa del caldo è costume, in particolar modo tra le esponenti del gentil sesso, mettere in esposizione con opinabile pudore le proprie carni, sperando che facciano gola all’ignaro passante – strategia di marketing un tempo esclusiva dei macellai e ora di comune dominio.

Tentando di arginare una chilometrica invettiva sulla falsariga del ciceroniano O tempora, o mores!, l’Ingegner Pulsante mi ha invece prontamente spiegato che l’effetto non era dovuto alla stagione né al conseguente sfoggio di intimi, ma piuttosto all’effetto Povo.

La teorizzazione dell’effetto Povo pare abbia avuto luogo tra le fila degli ingegneri industriali: la scarsa presenza dell’elemento femminile nel loro corso fa sì che persino spiriti tanto pragmatici siano portati a generare curiose teorie sul comportamento della mente degli uomini in assenza di donne. Oppure il problema è che non possono per deformazione professionale ragionare senza attriti, e allora si adattano.
Ad ogni modo, fu così gli ingegneri scoprirono che i propri gusti in fatto di donne tendevano inevitabilmente a decadere con il passare della permanenza a Povo, fino al limite in cui studenti da lunga data fuori corso venivano colti ad ammiccare maliziosamente alle macchinette in sala caffè, a chiedere timidamente appuntamenti ai monitor spenti in sala pc, o, ancora, ad esplodere in scenate di gelosia contro lo sportello del prestito automatico in biblioteca. Che comunque le sue colpe ce le ha.

Da allora, l’insieme di questi fenomeni è raccolto sotto la dicitura di Effetto Povo

[Biagio l’Orientale, Diari]

Nel frattempo, un improvviso desiderio di conoscenza fa sì che il nostro passi nottate in bianco e si intrattenga in qualche aula deserta della suddetta Povo, impiegando deliziosamente il proprio tempo nella dimostrazione di teoremi la cui importanza è proporzionale all’astrusità e nella stesura di relazioni la cui lunghezza è inversamente proporzionale allo sforzo mentale necessario per la scrittura.
Per dovere di cronaca, aggiungeremo che malelingue insinuano che la causa non sia un improvviso desiderio di conoscenza. Ma non si dia credito alle malelingue.

Lati positivi: essere invitati, alla fine di una lunga giornata di studio, in una videochat i cui partecipanti stanno commentando la vittoria della Turchia all’Eurovision. In diretta, da uno streaming norvegese.
Quando sembra di impazzire, è bello scoprire di non essere i soli.

Annunci