La straziante mezz’ora

di Nelv


Lo diceva sempre mio padre (lo dice tuttora), Vieni in sala da pranzo prima che sia pronto da mangiare, ché non sei al ristorante; tuttavia, con qualche espediente (fantomatici homework da terminare entro e non oltre l’una, urgentissime faccende-di-cui-ora-non-c’è-tempo-per-spiegare, mugugnii incomprensibili eccetera) si arrivava al desco familiare sempre più o meno in contemporanea al piatto fumante.

Oltretutto si mangiava sempre alla stessa ora, di conseguenza veniva fame sempre alla stessa ora, l’ora in cui arrivava il piatto fumante, e insomma, non c’era di che lamentarsi.

Capirete quale dramma si consuma quando, dovendo mangiare a casa, viene fame e ci si rende conto che il surgelato di turno – mangiare sano? Pfff – avrà bisogno in primis di un forno preriscaldato e in secundis di un tempo di cottura. In tutto una mezz’ora, in generale.

Una mezz’ora straziante. Volevo condividere questa piccola tragedia personale, in fondo nessuno ci scriverà mai su grandi opere teatrali, e sarebbe sgarbato lasciarla trascurata per sempre, no?
…si vede che sto scrivendo attorno all’ora di pranzo. Ha scritto lo stomaco, come noterete. E male.

Bon apetit!

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