Alcune brevi note sulla precessione

di Nelv


Mi sono reso conto ora che oggi è venerdì, che non avevo scritto niente e che è quasi ora di cena – non in quest’ordine, a dire il vero, ma non che sia fondamentale.

Il termine ‘precessione’ – ho deciso che da ora in poi userò gli apostrofi come virgolette – è legato a un gran numero di fenomeni fisici: in questi giorni ho sotto esame il moto che la trottola compie quando ha rallentato ma ancora non si è fermata, ovvero i pochi istanti che passa girando su se stessa ma con l’asse sbilenco, se mi si passa il termine. Obliquo forse sarebbe più corretto, ma lasciam stare queste quisquilie.


Va premesso che se si fosse in assenza di attrito – eventualità fisicamente impossibile, motivo per cui la fisica è in grado di descriverla in ogni particolare -, si dovrebbe far partire la suddetta trottola già inclinata, e quella continuerebbe a ruotare con quell’asse inclinato ad libitum. Insomma, per una serie di leggi di un universo curioso, il povero oggettino sarebbe sempre sul punto di cadere senza mai trovare pace, nella particolarmente crudele situazione di caduta libera stazionaria. Ovvero, cade compiendo una spirale, ma la spirale anziché restringersi rimane stabile, e così diventa sostanzialmente un cerchio. Che disgrazia.

Ci stavo pensando oggi, e mi è sembrata una cosa veramente sgarbata, da parte della gravità e di tutti gli interessati, una cosa del genere.
Il punto è che ci sono tanti modi di vedere il mondo, e il fatto che in questa nostra epoca si tenda a vedere la realtà come una serie di moti attorno a un equilibrio raggiunto solo per pochi istanti – coraggioso e triste che lo si chiami oscillatore armonico, quando è il peggiore incubo di qualsiasi essere senziente, altro che armonico -, o, come nel caso della precessione o delle orbite, di illusorie, e infinite, cadute verso un abisso senza fondo, questo fatto, dicevo, fa riflettere.

Altro punto: le giustificazioni a monte di questi modelli sono fondamentalmente basate sulla cosiddetta simmetria dell’universo. Non c’è una direzione ‘giusta’ nello spazio, non c’è destra e sinistra, alto e basso – un corpo che ruota perché dovrebbe fermarsi, cadendo, alla vostra destra piuttosto che alla vostra sinistra? Non c’è ragione, e così, non sapendo dove fermarsi, non avendo buone ragioni, continua a ruotare.

Non è uno scherzo! E ci sarebbe tanta materia di studio per i filosofi – il punto (quanti punti, oggi) è che anche questi di cui parliamo, questi degli oscillatori armonici, son filosofi, anche se non piace ricordarlo, son filosofi naturali, che cercano (che trovano) se stessi nella materia di studio. Trovano ciò che vogliono trovare, è inteso. La scienza è una trista figura, insomma, se non si fosse capito.

Quanto ci sarebbe da dire, e non si capirà molto. Pazienza, la cena chiama.

Annunci