Guest stars – II

di Nelv


Questa volta un pezzo di bravura da ‘Tutte le parole’ di Saramago: è la descrizione di un cimitero in cui sono andati accumulandosi defunti (memorie) di diverse epoche.

I primi monumenti funerari erano costituiti da dolmen e triliti, poi comparivano, come una grande pagina aperta, a rilievo, le nicchie, le are, i tabernacoli, i tini di granito, le vasche di marmo, i coperchi lisci e lavorati, le colonne doriche, ioniche, corinzie e composite, le cariatidi, i fregi, gli acanti, le trabeazioni e i frontoni, le volte false, le volte vere, nonché le sezioni di muro create con mattoni sovrapposti, i pignoni di muraglie ciclopiche, le feritoie, i rosoni, i doccioni, le grandi finestre, i timpani, i pinnacoli, i lastricati, i contrafforti, i pilastri, le statue giacenti che rappresentavano uomini con elmo, spada e armatura, i capitelli con storie e senza storie, le melagrane, i gigli, le semprevive, i campanili, le cupole, le statue giacenti che rappresentavano donne coi seni strizzati, i dipinti, gli archi, i fedeli cani ai piedi, i bambini in fasce, le portatrici di doni, le prefiche con lo scialle sul capo, le guglie, i pinnacoli, le nervature, le vetrate, le tribune, i pulpiti, i balconi, altri timpani, altri capitelli, altri archi, angeli con le ali aperte, angeli con le ali chiuse, medaglioni, urne vuote, o scolpite a fiammate in pietra, o che lasciavano uscire languidamente un crespo, malinconie, lacrime, uomini maestosi, donne magnifiche, bambini amorosi falciati nel fiore degli anni, anziani e anziani che non potevano attendersi altro, croci intere e croci spezzate, scale, chiodi, corone di spine, lance, triangoli enigmatici, qualche insolita colomba marmorea, stuoli di colombe vere che volavano in circolo sopra il camposanto.
E silenzio.

[J. Saramago, Tutte le parole]

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