Guest stars – VIII

di Nelv


C’è stato un tempo in cui mi identificavo completamente col Michele Apicella di Bianca (di Nanni Moretti).
Dura ancora.

Michele: “Non è giusto che noi continuiamo a vederci. Io magari sarò imperfetto, però voglio essere coerente. Non ci dobbiamo più vedere, mai più.”
Bianca: “Ma perché?”
M: “La felicità è una cosa seria, no? Ecco, allora se c’è, dev’essere assoluta!”
B: “E che vuol dire?”
M: “Vuol dire senza ombre, senza pena. È difficile per tutti, per me invece è impossibile. Forse non ci sono abituato.”
B: “Ma le cose cambiano, le persone di trasformano, le situazioni non… Io non capisco questa specie di obbligo senza che fra noi sia successo niente.”
M: “Tanto tu prima o poi mi lasceresti. Io non ci posso pensare che un giorno, magari siamo in terrazzo, tu vivi a casa mia, ti avvicini e mi fai «Sai Michele ti devo parlare» e poi mi spieghi che è stato tutto molto bello però ormai non si può più andare avanti, l’amore è finito…”
B: “Ma come fai a saperlo?”
M: “Lo so.”
B: “Allora… per non soffrire dopo lo fai adesso: così, senza che ci sia una ragione, senza un motivo…”
M: “Sì.”
B: “Tu giudichi sai, decidi, stabilisci le colpe, condanni.”
M: “Perché no? Giudico me, lo posso fare anche con gli altri!”
B: “Ma gli altri non sono un teorema! Tu sei pazzo…”
M: “E non sono pazzi quelli che accettano tutto? Io almeno dico «Questo è sano, questo è malato, questo è bello oppure brutto, qui c’è il bene, qui c’è il male».”
B: “Tu sei… pazzo davvero,”
M: “Sì Bianca… perché tutto questo dolore a te sembra giusto? A me no. Io mi devo difendere.”

[Nanni Moretti; Bianca]

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