Crazy straws

di Nelv


Human cultures are nested fractally.
There’s no bottom.

Volevo parlare un po’ del fenomeno Minecraft.

L’idea iniziale di Minecraft è stata efficacemente sintetizzata da Andvari in una delle nostre conversazioni di tempo fa:

Ho capito, ti devi costruire la tua miniera

Il gioco era uscito da non molto, e in effetti non molto di più si poteva fare. L’idea base di Minecraft è di mettere il giocatore in un ambiente naturale incontaminato con cui può interagire, le unità fondamentali dell’ambiente essendo i blocchi: così, un albero è costituito da circa cinque blocchi di legno per il tronco e una decina di blocchi di foglie per la chioma, e via dicendo. I blocchi possono essere raccolti e assemblati e insomma, largo alla creatività.
Ad oggi il “ti devi costruire la tua miniera” di Andvari appare un po’ riduttivo, faccio giusto un esempio di cosa è possibile tirar fuori:

(chi non riconosce la costruzione può anche smettere di leggere)

Ecco, dicevo, la cosa è degenerata in fretta e io non sono stato più dietro al gioco, rimanendo alla versione in cui la cosa più creativa che si potesse fare era scavare.

Minecraft è tornato alla mia attenzione in due occasioni: la prima risale a mesi or sono, quando è stata inserita una specie di ending, che, se non vogliamo chiamare profonda, si ammetterà essere rappresentativa di un certa mistica della scienza che è andata affermandosi negli ultimi anni. Mi riferisco in particolare all’estratto

You are the universe tasting itself, talking to itself, reading its own code.

che si riallaccia un po’ alla retorica del siamo polvere di stelle eccetera eccetera. E niente, questa secondo me è la prima cosa interessante di Minecraft.

La seconda è invece ben più recente – qualche giorno – ed è dovuta alle insistenze di Nicolaj riguardo i video di un certo Capobastone, Master Griefer.
Il griefer è il vandalo, colui che entra nei server e distrugge costruzioni come quella riportata poco più su, secondo la logica del più sono grossi e più fanno rumore quando cadono, naturalmente associata ad una passione per il rumore così generato: particolarmente apprezzati sono gli edifici in legno, che possono essere dati alle fiamme con gran gusto di chi guarda. Giorni e giorni di lavoro che spariscono in pochi minuti: è lo stesso piacere che si prova buttando giù il castello di carte dell’amico precisino, solo enormemente amplificato.

Detto ciò, i video di questo Capobastone sono pieni di oscenità gratuite, che io tollero poco, e dopo poco si ripetono pressoché identici – una secchiata di lava è sempre una secchiata di lava, insomma. Il massimo del surreale viene raggiunto nel video in cui il tipo dà fuoco a una lunghissima ferrovia in legno mentre gli altri giocatori, lontani e ignari, continuano a chiacchierare amabilmente, il tutto condito dalle melodie di Ennio Morricone. Le parti in cui non c’è Morricone sono sempre piene di volgarità, siete avvisati:

Dopo aver visto qualche video sono andato in cerca di qualche altro griefer che fosse possibilmente meno volgare e più eterogeneo nella modalità di distruzione (non ne ho trovati), e mi sono ritrovato davanti il piccolo universo dei griefers italiani e la curiosa epopea del suddetto Capobastone.

La parabola del Capobastone è abbastanza curiosa: esce dal nulla e fonda la scuola (?) del griefing italiano, tirando su da solo un circolo di adepti, dopodiché si mette a dipingere quadri e si fidanza con una quattordicenne. Ha 28 anni.
Credo e spero che siano storie inventate dai suoi detrattori, numerosi quanto i fan sfegatati, ma ecco, è interessante. Anche Minecraft ha il suo Napoleone.

Annunci