Conferenze

di Nelv


C’è questo curioso ciclo di conferenze che vale la pena segnalare.

Riporto direttamente dal sito del centro di studi:

Rivoluzioni e rivelazioni: uno sguardo prospettico all’innovazione delle strutture politiche.

Cos’è una rivoluzione, e cosa vuol dire organizzarne una? Nel nostro secolo chi è il vero rivoluzionario, chi è il vero conservatore, contro chi combattiamo, perché lo stiamo facendo? Lo stiamo facendo davvero?
Ad una tale mole di interrogativi è difficile trovare una risposta soddisfacente, se non, forse, rivolgendosi ai grandi pensatori del secolo scorso: se, come sosteneva Eric Arthur Blair – noto ai più con lo pseudonimo di George Orwell – “nel tempo dell’inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario”, domandiamoci piuttosto se nel tempo nell’inganno rivoluzionario dire la verità non sia piuttosto un atto universale, che sappia trascendere e assieme comprendere le spinte d’innovazione che a gran voce la società odierna invoca.
È infatti “un atto universale” quello invocato a gran voce da Jacques Le Ben nel suo ultimo saggio storico, “Il secolo bravo”, in cui i buonismi e le ipocrisie di una politica ormai stantìa sono analizzati con grande senso critico e sociologico: continueremo l’analisi di Le Ben, tentando di trovare delle risposte, ma, soprattutto, delle domande più profonde.


Si vis pacem para bellum: le mine anticarro come metafora dell’amore nella Grande Guerra.

Che pace ed amore siano concetti strettamente legati era chiaro già ai pensatori dell’antica Grecia, così come alla grande civiltà militare romana non sfuggì il legame tra amore e pace: solo di recente, tuttavia, si è passato ad indagare il legame tra amore e guerra, la Blitzliebe di cui Goeben tanto scrisse.
Come canta infatti Francesco De Gregori, “La guerra è bella anche se fa male”: riporteremo una favola che la Storia – con la S maiuscola – in persona ci ha riportato, quella delle coraggiose donne di Vales de Court, in Alsazia.
Vales de Court, noto centro bellico all’inizio del Novecento e ora amabile località turistica sede del Convegno Europeo degli Artificeri, era infatti luogo di una fabbrica di mine anticarro: recenti ricerche hanno riportato alla luce la storia delle donne di questa località, che per quasi un mese seppellirono mine anticarro nei dintorni della città per non far partire i loro cari. La conferenza è accompagnata dall’esposizione di foto d’epoca.


Il neutrino neutrale: la realtà atomica svizzera

Una grande tradizione super partes guida le sorti della piccola nazione: un tempo sede della feroce tribù degli Elvezi, la Svizzera è ora uno stato moderno che non lesina denaro ai nobili fini della ricerca scientifica, che si fa pienamente voce della sua politica estera.
Il sogno futuristico del neutrino che infrange la velocità della luce – progetto portato avanti con l’Italia, che del futurismo è del resto la patria – sarà forse fallito, ma in maniera non dissimile dal fallimento del Capitano Achab: un affondare che nasconde un ascendere, e un naufragio che in realtà è un nuovo approdo; così la smentita della sensazionale scoperta contribuisce ad aumentare l’egemonia elvetica in Europa, che i pensatori più arditi – citiamo solo Salvador Velante e Pietro Salenti – non esitano ad accostare, con ironica stizza, ad un “Neocolonialismo puntuale e al latte”. Ma la Svizzera eccelle anche nel fondente, e di fusione infatti parleremo nel nostro incontro: nella società svizzera, un inesauribile melting pot, e nelle centrali del Mont Brulange, in cui un team di scienziati da tutto il mondo consolida ogni giorno il potere energetico della nazione montuosa perfezionando le tecniche di fusione nucleare.


Conoscere la coscienza: una discussione etica sulla morale dei costumi.

Tre sono, secondo Antonio Zichichi, i Big Bang necessari per arricare a noi: quello che dal Nulla ha prodotto la materia inerte, quello che dalla materia inerte ha prodott quella vivente, quello che dalla Vita ha prodotto la Ragione. Crediamo ne abbia dimenticato uno: quello che dalla Ragione ha portato alla Coscienza.
I tragici avvenimenti dello scorso secolo mostrano che sì, può esistere Ragione senza Coscienza, un problema che rimane vivo e infetta il secolo presente. Ma, può esistere Coscienza senza Ragione? Qual è la ragione della coscienza? È la coscienza che ragiona o la ragione che è cosciente, o forse è il ragionamento cosciente a precedere entrambe le azioni? La neurobiologia è la figlia più promettente delle tecnologie moderne, e ogni giorno raccoglie indizi verso una teoria unificante, quella dell’Etica Modulare: un felice connubio tra la teoria del modulo di Heidegger e il principio di esclusione di Pauli sembra infatti essere l’interpretazione più corretta della reazione neurale di alcuni esseri umani di fronte a fenomeni tipicamente etici. È un’intepretazione che vale la pena approfondire.

Per chi volesse avere un’idea più accurata, il sito è questo.

Annunci