Guest stars – XII

di Nelv


Il Silmarillion è un libro bellissimo, e tutti dovrebbero leggerlo. Tolkien rivisita, tra le altre cose, il mito di Atlantide.

 E Andor, la Terra del Dono, Númenor dei Re, Elenna della Stella di Eärendil, fu completamente distrutta, ché era vicina al limite orientale della grande spaccatura, e le sue fondamenta ne furono rovesciate, ed essa cadde e precipitò nella tenebra, e non è più. E sulla Terra non si trova più luogo abitato che conservi memoria di un tempo che ignorava il male. Ilúvatar infatti riscagliò i Grandi Mari a ovest della Terra di Mezzo, e le Terre Vuote a est di questa, e nuove terre e nuovi mari ebbero origine; e il mondo si trovò ad esser ridotto, ché Valinor ed Eressëa ne furono tolte e portate nella sfera delle cose nascoste.
Questa sorte si avverò senza che gli Uomini potessero vederla, il trentanovesimo giorno dalla partenza delle flotte. E fu quando il fuoco all’improvviso eruppe dal Meneltarma e si levò un vento formidabile, la terra fu tutto un tumulto, il cielo turbinò, le colline scivolarono in basso, Númenor sprofondò nel mare con tutti i suoi bambini, mogli, fanciulle e matrone tanto fieri; e tutti i suoi giardini, le sue aule, le sue torri, le sue tombe e le sue ricchezze, i gioielli e le stoffe, le cose dipinte e scolpite, il riso, la gioia e la musica, il suo sapere e le sue dottrine antiche: per sempre svaniti. E infine, l’onda montante verde fredda e orlata di schiuma, assalendo la contrada risucchiò nel proprio seno Tar-Míriel la Regina, più bella che argento, avorio o perle. Troppo tardi essa cercò di ascendere le ripide vie del Meneltarma diretta al luogo santo: le acque la sorpresero, il suo grido si spense nel rumore del vento.
[…] E scomparve persino il nome di quella terra, e dopo di allora gli Uomini più non parlarono di Elenna né di Andor il Dono che venne portato via, né di Númenórë ai confini del mondo; ma gli esuli sulle rive del mare, quando si volgevano all’Occidente indottivi dal desiderio dei loro cuori, parlavano di Mar-nu-Falmar che fu inghiottita dalle onde, di Akallabêth ovvero la Caduta, di Atalantë in lingua Eldarin.

[J.R.R. Tolkien, Il Silmarillion]

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