In mia difesa

di Nelv


Agli atti del Tribunale del Conscio, Preconscio, Inconscio.

Vostro onore,

ancorché venata di faziosità e personalismi, La prego di accettare la mia versione dei fatti.

Ricorderà Lei infatti che in un Processo Agli Intenti il giudice l’imputato l’avvocato l’accusa la difesa i testimoni e soprattutto la parte più eccitante della legge quella che non protegge la parte del boia sono la stessa persona, e la qui presente missiva dunque altro non è che una versione da lei pensata e vissuta poiché da me pensata e vissuta, né potrebbe respingerla: perché tra le molte virtù che si attribuisce spicca un vizio, ed è l’assoluzione facile. E la presente scartoffia è appunto la tentazione cui neppure stavolta sfuggirà.

Il qui presente imputato, e cioè io, si alzava stamane alle ore 7:00, reduce da un sonno non dissimile da quello delle notti precedenti, e cioè nel complesso tranquillo seppure ad una temperatura superiore a quella ottimale, tale da rendere più difficoltoso l’abbandonarsi al suddetto sonno, si indaga in merito sulle responsabilità del termosifone, il calorifero, se preferisce il latino, non divago.
Il qui presente imputato e cioè io si apprestava dunque una volta alzatosi e lavatosi nelle modalità consolidate ad una frugale colazione, non dissimile da quella delle mattine precedenti e cioè nel complesso soddisfacente seppur minata dalla guarnizione di manzoniana memoria della macchinetta, non credo ci sia un termine pseudolatina per quest’ultima, si è mai chiesto come facevano senza caffè, non divago.

A questo punto spettabile giudice imputato avvocato accusa difesa testimoni e soprattutto parte che non protegge la parte del boia, io e cioè il qui presente imputato ho passato tutti e sei i pianerottoli che separano il mio appartamento dalla porta del condominio più i due gradini finali per un totale cioè di gradini sessantadue, arrivando nei pressi della fermata minuti due prima dell’arrivo dell’autobus, successivamente ho risalito tutti e sei i pianerottoli che separano il mio appartamento dalla porta del condominio più i due gradini iniziali per un totale cioè di gradini sessantadue preso il libretto ridisceso tutti e sei i pianerottoli che separano il mio appartamento dalla porta del condominio più i due gradini finali per un totale cioè di gradini sessantadue, ne concludiamo un totale in un arco di cinque minuti a dir tanto di centottantasei gradini percorsi, a dirlo sì sembra tanto ma è più a dirli che a farli, specie con l’autobus, alla fine comunque l’ho preso, l’autobus, continuo.

Giunto in facoltà il disgraziato e cioè l’imputato e dunque io si faceva offrire un caffè macchiato alle macchinette memore del pessimo caffè di pochi minuti prima, anche secondo lei è la guarnizione, vero, comunque stasera l’ho cambiata e la macchinetta sembra nuova, dentro, fuori è sempre così, fumé, non divago, raggiungeva il suddetto l’aula duecentoventidue mancavano forse trenta minuti alle ore nove o forse poco più, ascoltava il suddetto candidati pari suoi all’orale per cui la spettabile corte  avvocato accusa difesa testimoni e soprattutto parte che il boia, per cui la corte è qui riunita e gli intenti processati, ascoltava il suddetto candidati parlare di argomenti a lui poco noti all’udito ancorché ben noti all’occhio che incauto li aveva scartati quali possibili argomenti d’esame, ascoltava e giudicava essendo il dito suo più lungo l’indice inutile l’altrui impegno, scopriva mostratogli più tardi l’altrui dito più lungo il medio e la giustificatezza di tale impegno.

Vostro Onore, l’imputato ribadisce ciononostante il suo scarso interesse per la Pila di Volta e il Generatore di Van Der Graaf, testimonianze interne lo riportano aver pensato “Brava gente ma se la prendessero ‘nder secchio tutti e due”, peccando di vilipendio a madonna Scienza e vernacolarismo osceno, inoltre errare humanum perserverare diabolicum e qui si persevera, ammetterà pure che la pila di volta, ma per cortesia, van der graaf, ma stiam mica qui a inzuppar rame e tirar cinghie, le chiedo scusa non divago oltre vado avanti.

Il suddetto veniva dunque respinto alla prova orale prendendosi tutte le colpe del fallimento ma pure volta poteva farsi gli affari suoi, sfornito di guarnizioni per un orgoglio ferito ma lungi dall’essere sgonfio in quanto a camere stagne, qui si è all’ego 2.0, vostro onore, lei non sa, anzi sì, non divago, sfornito di guarnizioni per l’orgoglio reperiva invece quella per la macchinetta e vasetti tre di yogurt vipiteno, scopriva alla cassa dell’offerta 2 x 1 e di aver perso quindi uno yogurt gratis, perdipiù vipiteno, ma lei li ha assaggiati, sì che li ha assaggiati, mi capisce, grazie.

Giunge quindi a casa e non mi soffermo sui gradini vorrei invece invitarla a soffermarsi su questa figura cioè io, questa figura che si trascina nei suoi pensieri quale magni nominis umbra nella realtà quale ragionier fantozzi avendo perso le sue brache predilette, la qual figura scopre che la guarnizione è troppo grande, così come non abbastanza grandi ne esistono per il suddetto orgoglio meno male che non si sgonfia abbiam preso precauzioni, cosa vuol dire a volte la previdenza, non divago. Pranzava avendo acquistato delle chiacchiere, delle frappe, qui li chiamano grostoli ma uccidono la parte di gusto che sta nell’assaporarne il nome, lasciamoli stare, cosa ne capiscono, dopo pranzo in un momento di debolezza richiamava scheletri consolatori, no, era una metafora, suddetti scheletri ma non per davvero giungevano e lenivano e venivano infine respinti dallo stesso, sarò ripetitivo vostro onore ma la pneumatica emotiva ci dice che era il soffio, il gettito generato dall’orgoglio che pur diviso in camere son camere ampie lei l’imputato lo conosce. Ricomprava la guarnizione per la macchinetta, stavolta della misura adatta.

Giunto alle ore diciotto meno undici minuti scendeva nuovamente alla fermata per recarsi in facoltà nelle ultime ore della giornata, vedeva l’autobus passargli davanti fuori casa, lo superava sopravanzandolo di secondi circa venticinque alla fermata, si accorgeva di aver scordato l’abbonamento per il mezzo pubblico, si accorgeva della macchinetta dei biglietti, si accorgeva della macchinetta essere guasta, si accorgeva dell’autobus essere partito, si accorgeva il seguente essere minuti venti dopo, rinunciava al proposito di salire in facoltà e studiare.

Spettabile corte  avvocato accusa difesa testimoni e soprattutto il boia ho concluso.

Mi rimetto alla ben nota clemenza.

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