Scherzare coi santi

di Nelv


…e lasciar stare i fanti. Nell’immediato è più sicuro.

L’evento maggiore di questa settimana è che la prossima c’è San Valentino e ecco, non ci posso far niente, il magone dalla settimana prima a quella dopo è ormai un’imperativo categorico più che una ricorrenza fisiologica, per così dire, e non si può che rispettarlo, e infatti eccomi qui.

Due anni fa in questo periodo avevo tirato fuori un “sonetto disfattista per San Valentino” di cui complessivamente mi vergogno tantissimo, ma c’è la prima quartina di cui non manco mai di compiacermi:

Tanti auguri, o bella gente,
tanti auguri, innamorati,
sempre più con forza e di frequente
vorrei vedervi tutti bruciati.

Evoca un’immagine che riesce per un attimo a darmi sollievo, peccato che una volta superate queste quattro righe il componimento sia tutto un piagnisteo (quantomai efficace metafora dell’autore).

In realtà non c’è molto altro da aggiungere, come al solito quando sotto esame sono costretto ad accendere il cervello e mi vengono un sacco di buone idee, ma come al solito quando sono sotto esame il cervello devo impiegarlo per gli esami e le buone idee finiscono dimenticate.
Può darsi che dopo il 14 riesca a buttar giù qualcosa, ma non so. Sono stanco.

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