Disgelo

di Nelv


Mi ricordo che qualche tempo fa, forse un mese, volevo parlare del disgelo, ma non so più cosa se ne è fatto.

Temo, in realtà, di avere ancora una volta scritto che Dopo ogni acquazzone, da tutto il paese piovono poesie intitolate “Pioggia”. Comunque, c’è questa cosa della temperatura che si alza, la luce che va aumentando, ma – fondamentale – fa ancora freddo e non è ancora tutto illuminato, mi spiego? Voglio dire, un’alba è sempre bella, il paesaggio che va scoprendosi può invece tranquillamente far ribrezzo (anche quest’anno mi toccherà assistere a manovre lacrime e sangue per immolare sull’altare della vanità ozî e prefritti) ma le premesse sono ottime, e il non vedere fa sempre vedere qualcosa di più bello, lo sto per dire, lo dico, Heard melodies are sweet, but those unheard / are sweeter, l’ho detto, e comunque è un po’ il discorso per cui una ragazza ben vestita stimola (anche) l’intelletto e una ragazza poco vestita stimola tutto tranne che quello.

In virtù di questa fortunata quanto infrequente quanto tuttavia ricorrente situazione atmosferica, è partito il repeat di Ma che discorsi di Silvestri. Aiuta l’umore anche l’aver riiniziato le lezioni: da quando mondo è mondo l’atto stesso di muoversi dà l’impressione che si stia andando da qualche parte e libera dalla sensazione un po’ opprimente di stallo che ogni tanto emerge; a questo punto di solito partono considerazioni su come la consapevolezza dell’illusione non comporti la cessazione del sentimento da esso generata, a questo punto bisognerebbe postulare che l’illusione abbia due dimensioni (addetti ai lavori: valori complessi), e che la cessazione dell’una non comporti la (necessaria) cessazione dell’altra, il tutto termina per Effetto Povo se sono fuori casa, per sensi di colpa da mancato studio se sono in casa, per abuso di virgole se sto scrivendo da qualche parte.

Un’altra cosa che volevo lasciare qui ma che alla fine non so se ho lasciato qui, e che comunque meglio condividere due volte che nessuna, è questa vignetta qui: mi piace molto e avrei voluto ordinarne una stampa, ma il formato è un tantino troppo ridotto per i miei gusti e allora probabilmente mi limiterò a tirarla fuori sul computer di tanto in tanto.

Poi c’è l’ultimo album dei Baustelle che secondo me è un ottimo lavoro, però è forse opportuno che lo commenti un’altra volta.

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