La lezione di Otto

di Nelv


Gente che la sapeva lunga.

In realtà il Duca di Lauenburg (Wikipedia docet) non c’entra assolutamente nulla col post odierno, ma ho pensato di inserire un’immagine estremamente catchy all’inizio del post per invogliare le torme di lettori a continuare a scorrere il post:

otto-von-bismarck

Otto _phon_ Bismarck

In realtà il post riguarda più il phon che Bismarck, anzi il phon e il forno. Va detto che qui a casa non si possono accendere assieme il phon e il forno, perché altrimenti salta la corrente e bisogna farsi due volte tutte le rampe di scale (31 x 2 = circa sessanta) più le scale che portano al, come si chiama, seminterrato?, cantina?, dove ci sono i contatori (non le ho contate perché le faccio sempre di fretta: l’ambiente tetro è favorevole ad infestazioni da parte di coboldi et similia); lì bisogna riconoscere il proprio contatore, l’unico con l’interruttore in una posizione diversa dagli altri, avere molta cura di non toccare gli altri per non incontrare vicini inferociti lungo le scale, riattivare l’interruttore così identificato e tornare su.

Ora, io avevo tutti i miei discorsi da fare, ma son le sette e tra un’ora devo esser fuori casa, ergo dovrò tirarla un po’ via. L’idea era un po’ che c’è questa parola che è domus, che uno ritrova appunto in termini come elettrodomestici, che uno legge e dice “vabbe’, significa casa”, ma ecco, domus è più home che house, ora per dire quel che devo dire uso l’inglese che fa figo: home is where the heart is. Voglio dire che, come in “addomesticare”, spesso la domus è qualcosa di più, è il proprio mondo, anche interiore: addomesticare un animale vuol dire non solo (non sempre) portarlo dentro casa, vuol dire piuttosto insegnargli le proprie abitudini, sviluppare un legame affettivo, portarlo in una domus che in realtà comprende l’heart ma non solo, mi spiego? (no, ma c’è un famoso pezzo del Piccolo Principe che lo fa per me.)

Volevo dire, comunque, che nella domus così intesa, cioè l’animus, torniamo latini, anche lì ci sono gli elettrodomestici – elettroanimestici? -, anche lì capita che un giorno uno vuol strafare e preriscaldare il forno mentre si asciuga i capelli, e allora che succede? Succede che si va in blackout, non si capisce più niente, bisogna scendere nell’abisso – sessanta scalini per me sono l’abisso – e in genere è abbastanza sgradevole perché è buio ed è faticoso e se non ci si va spesso un motivo ci sarà: allora ognuno dovrebbe capire qual è il proprio phon e il proprio forno, o se ha più cose che dan problemi a girare assieme, e lavorarci su. Oppure ordinare una pizza, e lasciar spento il forno.

 

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