Guest stars – XVIII

di Nelv


Un po’ di chimica.

FOSFORO

C’è chi illudendosi
crede davvero,
forse, che il fosforo
sia nel pensiero.

No, questa frottola
non vi confonda!
È nello scheletro
che invece abbonda:

e non già libero,
ma combinato
nell’empia formula
d’un sal fosfato:

quello tricalcico
(se preferíte,
dategli il termine
di ” fosforite”).

È dalle ceneri
che in abbondanza
s’ottiene il fosforo,
ch’è una sostanza

metalloidica
molto leggera
e quasi tenera
come la cera.

Se si calcinano
con il solforico,
l’ossa dan l'”acido
metafosforico”,

il quale in seguito,
surriscaldato,
si muta in calcico
metafosfato,

da cui s’ha il fosforo
per riduzione,
nel forno elettrico,
con il carbone.

Da questo màcabro
procedimento
nasce un traslucido
strano elemento,

ch’ha il color pallido
d’una candela
e al buio un gelido
chiaror rivela.

Come d’ossigeno
viene in presenza,
dà la notissima
fosforescenza,

bruciando subito
con viva luce,
mentre un venefico
vapor produce.

All’aria s’ossida,
sott’acqua no,
e in bocce serbasi
d’H2O.

Accanto al fosforo
nato dall’ossa,
un altro in polvere
amorfa rossa

n’esiste: ha origine
se in un ambiente
senz’aria scaldasi
il precedente;

esso non luccica
quand’è all’oscuro,
ed è insolubile
nel bisolfuro.

Vuol dir che il fosforo
in più diversi
stati allotropici
può dunque aversi.

L’uso a cui s’applica
certo si spiega:
è pei fiammiferi
che più s’impiega;

però, s’adopera,
non quello puro,
ma un suo vilissimo
sesquisolfuro.

Se all’acqua uniscesi
e si combina
fosfuro calcico,
s’ha la fosfina;

ma questo metodo
l’altro sorprassa:
si scioglie il fosforo
nella potassa.

Così l’idrogeno
s’ha fosforato:
è un gas venefico
d’odor non grato;

e sviluppandosi,
esso produce
man mano un piccolo
scoppio, una luce,

mentre un’aureola
di fumo, uguale,
bianca, allargandosi
per l’aria sale.

È un gas solubile
difficilmente,
molto accensibile
e riducente.

Solido e liquido
esso ancor è;
del gas la formula
è PH3.

Si suole svolgere
pure dall’ossa
che si scompongono
dentro la fossa

(mai la materia
non ha riposo)
onde il fenomeno
misterioso

dei fuochi fatui
nei camposanti:
volgare chimica,
mentre ai passanti

sembran, quei rapidi
strani bagliori,
postumi aneliti
d’umani cuori!

[A. Cavalieri, Chimica in versi]

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