La moda del lento

di Nelv


Per una migliore impostazione del framerate.

Quella cosa di iniziare a preparare il pranzo, magari pasta, guardare l’acqua che bolle, immaginare di finire per qualche motivo con un braccio dentro la pentola e la seguente corsa all’ospedale, gli inconvenienti dell’ustione, i test dell’università naturalmente impossibili da svolgere (il braccio è sempre il destro) e la grande efficienza della sanità locale; e poi, come dire, risvegliarsi e trovare che gli spaghetti sono ancora sul tavolo ben crudi e l’acqua è quasi completamente evaporata.
Se quella (questa) cosa ce l’avete presente, sarete presto giunti alla conclusione che è inevitabile avere una vita dai risvolti molto più lenti di quelli percorsi dalla propria mente in pochi minuti: partire per la tangente è piacevole e a volte irrimediabile, ma può causare frustrazioni e inconvenienti di altro genere.

Stavolta sono però più fiducioso e non mi lamento della, uhm, pacatezza con cui tutto sembra piano andare ad aggiustarsi: è una flemmaticità che ha il gusto dell’inesorabile, ed è bello lasciarsi trasportare, sentirsi trasportati senza volere né potere opporre resistenza – specie quando il fiume porta placidamente a valle piuttosto che giù dalle rapide.

Può essere bello anche pensarsi sulla riva:
Nel suo posto in riva al fiume
Suzanne ti ha voluto al fianco,
e ora guardi andar le barche,
e ora vuoi dormirle al fianco […]

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