L’ultima spiaggia

di Nelv


Quando l’inventiva latita.

Sono dell’idea che tutti abbiano sempre qualcosa da scrivere – da dire, che è la stessa cosa -, non è vero? Allora se mi trovo per troppo tempo a fissare la pagina bianca comincio a buttar giù quel che mi passa per la testa. In fondo non è che ci siano vincoli di contenuti, qui, se non per quelli banalmente suggeriti dal comune senso del pudore, ma insomma.

Vediamo cosa mi passa per la testa.

Mi passa che ci sarebbe da organizzare un picnic, ora che viene bello. Ho già tante mezze idee, ma non riesco ad accoppiarne nessuna, e così non è venuto giù ancora nessun vero progetto; tuttavia vorrei farlo, e in qualche modo si farà.

Un’altra cosa che vorrei fare e bene o male finirò per fare è l’uovo in camicia, che mi dicono prepararsi gettando tuorlo e albume in acqua salata che-sta-per-bollire-ma-non-bolle-ancora, lavorando poi di mestolo per far sì che il bianco avvolga il rosso. Butterò un uovo e passerò dieci minuti a lavare la pentola, ma voglio provare.

Mi accorgo a questo punto, dai primi due pensieri e dai borbottî dello stomaco, che ho fame. Pazienza, non è che possa mettermi a cucinare ora, né dei cracker risolverebbero la situazione.

Invece dovrei farmi una doccia. E, ho preso shampoo e bagnoschiuma, che mi eran finiti, e volevo fare una prova e selezionarli in base all’odore, ma non ero da solo ad acquistarli e mi sembrava brutto, ecco, aprire le varie bottiglie di saponi e odorarne una alla volta il contenuto.
E comunque avrei avuto bisogno di più calma; controllerò tra poco quanto la scelta sia stata felice da un punto di vista olfattivo.

Poi devo prendere il detersivo della lavatrice, che sta finendo e mi sa che tocca a me. Il che mi porta alla mente che devo svuotare la lavatrice, prima che i vestiti prendano vita.

Bonne nuit.

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