Guest stars – XXII

di Nelv


Il liber di Catullo è bello (anche) perché vario: se avete a casa o trovate in libreria l’edizione Einaudi, potreste ritenere opportuno andare a pagina 190 e avere un assaggio del Catullo da osteria.
Che non è quello dei quattro versi che seguono.

Lesbia mi dicit semper male nec tacet umquam
de me: Lesbia me dispeream nisi amat.
Quo signo? Quia sunt totidem mea: deprecor illam
assidue, verum dispeream nisi amo.

Lesbia parla male di me e non smette mai.
Maledetto me se Lesbia non m’ama.
Come lo so? Perché anch’io faccio così, non smetto
mai di insultarla, e maledetto me se non l’amo.

[Catullo, Carme XCII]

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