Guest stars – XXVI

di Nelv


Sempre molto lucido.

La grafomania (mania di scrivere libri) diviene fatalmente un’epidemia di massa quando lo sviluppo di una società produce tre condizioni fondamentali:

  1. un alto livello di benessere generale che permette alla gente di dedicarsi ad attività inutili;
  2. un alto grado di atomizzazione della vita sociale e il conseguente generale isolamento degli individui;
  3. una radicale mancanza di grandi cambiamenti sociali nella vita interna della nazione (da questo punto di vista, mi sembra sintomatico che in Francia, dove non succede assolutamente nulla, la percentuale di scrittori sia ventun volte maggiore che in Israele. Del resto B. si è espressa benissimo quando ha detto che, visto dal di fuori, lei non ha vissuto nulla. È proprio questa assenza di contenuto vitale, è questo vuoto il motore che spinge a scrivere).

L’effetto, tuttavia, si ripercuote sulla causa. L’isolamento generale crea la grafomania, ma la grafomania di massa rinforza e aumenta l’isolamento generale. L’invenzione della stampa permise un tempo agli uomini di comprendersi a vicenda. Nell’era della grafomania universale, il fatto di scrivere libri assume un significato opposto: ognuno si circonda delle proprie parole come di un muro di specchi che non lascia filtrare alcuna voce dall’esterno.

[M. Kundera – Il libro del riso e dell’oblio]

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