Da grande voglio fare il mappiere

di Nelv


Ho modificato un po’ le pagine togliendo quelle ormai di fatto obsolete.

E si può dire che sia stata l’attività più produttiva della settimana (circa 3 minuti infierendo sulla tastiera e circa 5 di Com’è che faceva? Toglietemi tutto ma non la verità? Voglio per favore la verità? Su tutto la verità, vi scongiuro? eccetera).

Per il resto, questa settimana:

  • ho guardato una discreta quantità di puntate di Criminal Minds, e ora quando la sera vado a letto e chiudo gli occhi vedo stagliarsi in bianco la scritta EXECUTIVE PRODUCER Mark Gordon;
  • ho lavorato ad una sorta di progetto per l’università, puntando tutto sull’originalità piuttosto che sull’effettivo funzionamento della cosa, una strategia che quasi sempre premia: in ogni caso non credo funzioni, quindi auguriamoci che sia abbastanza originale;
  • ho scoperto dell’esistenza di Humans of New York, che è una cosa carina, e di un blog tenuto congiuntamente da due designer che sono usciti assieme 40 giorni a titolo di esperimento: i report vengono pubblicati giorno per giorno con un form compilato separatamente dai due, ed è interessante;
  • non ho preparato nessuna valigia, e quindi dovrò andare a farlo tra poco;
  • ho giocato e fatto da assistente (mappiere, nelle parole di mio fratello) in Pikmin 3. Va saputo che io nei videogiochi – qualsiasi videogioco – sono l’immagine della mediocrità, e che preferisco di gran lunga guardare qualcuno che gioca bene che giocare io stesso male: essendo mio fratello invece molto versato in quest’arte è stato un piacere fargli da spalla, tenendo appunto sotto controllo la mappa.

Pikmin 3 è un gioco violentissimo! Come tutti i giochi più riusciti della Nintendo, sotto un’apparenza di carineria e docilità si nascondono realtà in cui è possibile attuare le più indicibili cattiverie. Come nei vari Mario Kart questo risalta in particolare nel multiplayer, ma anche la modalità singola è densa di labirinti ed empietà, per così dire.

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