Germanica – II

di Nelv


Stavolta non è la voglia di scrivere a mancare, ma il tempo di farlo.

Sebbene anche prima fossi d’accordo con l’opinione comune nel ritenere che la birra (gli alcolici) facilitassero le relazioni sociali, devo riconoscere che avevo torto sulle motivazioni per cui questo accade: quando si parla della famosa rimozione dei freni inibitori, credevo ci si riferisse a freni coscienti. Ho invece trovato che sotto piccole ma non trascurabili dosi di alcolici sono freni non coscienti ad essere rimossi, e in altre parole salgono in superficie domande o osservazioni che prima semplicemente non venivano in mente: dopo si è comunque liberi, almeno sotto le suddette dosi, di bloccarle, ma intanto le si ha a disposizione.

Detto questo, rimane la mia obiezione “etica” al problema: è giusto ricorrere ad un aiuto esterno, ad una scorciatoia, per poter fare qualcosa che in fondo uno potrebbe/dovrebbe fare da solo? Ho l’impressione che con gli alcolici si inizi come con il caffè, o quantomeno come io ho iniziato con il caffè: una medicina, uno sciroppo, che diventa un’abitudine; non so quindi quanto sia sano fare quest’uso di birra o altri alcolici leggeri, ma credo rimanderò la questione ad altre giornate.

Ci tenevo a dire questa cosa: in tedesco Ich, e per meglio dire la sua pronuncia, non è un pronome, è una psicosi. Ci ho pensato molto e potrei scriverne moltissimo, ma non esistono parole che evochino l’angosciante spettacolo di decine e decine di persone che tentavo con tutta la loro forza di sputare la lingua fuori dalla bocca, criticandosi a vicenda e infierendo sulle corde vocali come Paganini su un violino; in generale no, la fonetica tedesca non mi piace molto, ma continuo ad avere grande rispetto per la grammatica.

Sono abbastanza contento di essere riuscito a tradurre in tedesco quasi correttamente un pezzo di una lettera di Kafka – l’avevo lasciata nelle Guest Stars e da lì l’ho ripescata. È un po’ il piacere che provavo nel tradurre testi italiani in latino, e potrebbero esserci sviluppi interessanti: mi dedicherò più approfonditamente alla cosa nel weekend, qualora possibile.

Il mio coinquilino, fisico al termine del primo anno, mi ha chiesto una breve guida alle equazioni differenziali, io dovrei iniziare a (ri)preparare un esame e c’è una sorta di progetto in cantiere che non si svolgerà da solo: i tempi sono più che maturi perché mi rimetta al lavoro, e avrei dovuto farlo quantomeno da ieri, ma temo che per questa settimana ormai non se ne faccia più nulla; la prossima proverò a fare qualcosa, e sarà meglio che riesca.

Ci sarebbero molte altre cose da dire, ma domani mi devo svegliare piuttosto presto per una gita ad Amburgo, e già ho sonno arretrato: saranno ore drammatiche. Per non scavarmi ulteriormente la fossa è meglio che chiuda qui.

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