Fuori uno

di Nelv


Arrotondando per eccesso, il semestre consta di 16 settimane. E una è già andata!

Si preannuncia un buon semestre, forse ho iniziato a capire come funziona l’università; aspetterò ancora qualche settimana per dare la conferma ufficiale. Non si può dire che abbia molto da dire, tanto che ieri mi sono totalmente dimenticato di aggiornare – è stata anche una giornata molto piena, ma non mi è neanche passato per la testa che fosse venerdì.

La prima cosa che mi viene in mente ora è che sono molto stanco, e che dormirei volentieri, ma allora dormirei fino alle, boh, tre/quattro di notte e poi soffrirei di jet lag senza essere salito su un jet: sconsigliabile. Mi trascinerò quindi fino a fine giornata, buttandomi sul materasso non più tardi delle 10 di sera. La seconda cosa che mi viene in mente è che ho preso dei quadernini a Brema, e che i suddetti quadernini ho deciso di utilizzarli per raccogliere citazioni à la Guest Stars, ma più brevi e in maggior numero: farò un giro per casa alla ricerca dei libri che ho segnato, e ne copierò qualcuna oggi stesso.

C’è del lavoro che dovrei fare, ma ora non mi sento proprio di farlo: forse dopo una doccia e dopo le citazioni, se non avrò troppo sonno, proverò a concludere qualcosa.

Infine, volevo fare un’analogia tra l’apicoltore che smette di soffrire la puntura delle api e lo studente che finisce per non temere più il giudizio dell’esaminatore, ma non credo di esserne in grado adesso. Lo lascio per esercizio al lettore.

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