Ma che colore ha

di Nelv


Domani si riparte.

Questo semestre sono rientrato a casa molto meno di tutti quelli che l’hanno preceduto, e sempre per poco tempo: sarà per questo che ora tornare sembra quasi andare in vacanza; sono contento di tornare.

È presto per il New Year Meme, e a questo punto credo lo pubblicherò direttamente venerdì prossimo. Mi sembra un po’ tardi, ma l’anno scorso l’avevo fatto il 28 e avrò avuto delle buone ragioni.

Per il resto le valigie sono pronte, io no, l’idea della conseguenza mi perseguita da quasi un mese: ora, “perseguitare” non è forse il termine più adatto per indicare qualcosa come due o tre sogni in trenta giorni, ma a mia difesa dirò che non ricordo praticamente mai i miei sogni, che questi ultimi erano molto vividi, che gli altri ventisette o ventotto li ho comunque passati a pensarci su.

Quando dico due o tre intendo che sono due o tre tipologie, e che due o tre volte mi è capitato di ricordarli al risveglio: più spesso mi succede di pensare all’argomento durante il giorno e di ritrovarmi il ricordo di un sogno per la testa, senza che però mi sia reso conto di averlo sognato; dopo un po’ mi accorgo che sto ricordando qualcosa di nuovo (!), ma in generale questo nuovo sogno non aggiunge nulla alle elucubrazioni già in atto.

L’idea della conseguenza è quella del gesto che porta a delle responsabilità non aggirabili: il più angosciante è quello in cui faccio fuori qualcuno – ma sono sintonizzato solo da quando il delitto è già avvenuto – e capisco la gravità del gesto e tutto quanto, e capisco che non c’è nulla che possa fare per evitare la galera. Quantomeno non c’è una soluzione pacifica o comunque una soluzione vera e propria, che riporti stabilmente le cose a come si trovavano prima del fattaccio (cadavere escluso).

Il pensiero che esistano situazioni in cui no matter what le cose prendono una piega che la propria volontà non può variare mi annichilisce.

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