Riprendere

di Nelv


Concetti estranei.

Non ho mai sentito il bisogno di andare vacanza: mi chiedevano cosa avrei fatto per l’estate,  e rispondevo Quello che sto già facendo; passavo per quello che non aveva di meglio da fare, ma ero quello per cui non esisteva niente di meglio da fare.

Rimane quindi per me un po’ fastidioso ora constatare che ho bisogno di cambiare registro, che mandare a memoria un centinaio di pagine è stato per me qualcosa di sgradevole e forzato, e che mi ha stancato. Confido che questi due giorni di pausa saranno più che sufficienti, e di poter riprendere a fare le cose come mi piacciono ora che ho raggiunto i miei obiettivi: mi spaventa l’idea di dover ripetere di nuovo lo sforzo passato tra non troppo tempo, l’idea che non fosse un una tantum: ma il tempo stesso me lo dirà.

In generale non amo l’idea di una vita bipolare che oscilli tra periodi di lavoro e periodi di piacere: amo e preferisco vivere costantemente in una miscela dei due, libero da sensi di colpa e esaurimenti nervosi. Non diciamo In medio stat virtus – facilmente confutabile nella sua banalizzazione attuale: Giustizia o ingiustizia? In medio stat virtus, e dunque un assurdo -, diciamo piuttosto In methodo stat virtus e che ognuno si scelga il proprio: ma ne scelga uno!

Ho aggiornato la libreria aNobii con le scarse letture dell’ultimo periodo.

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