Sulla Variante di Lüneburg

di Nelv


Una chiosa.

Mi è sembrato un libro costruito attorno a qualche aforisma ed episodio che l’autore aveva in mente da tempo e che ha cercato di immergere in una stessa struttura costruendoci un libro attorno: quel che è uscito non mi è piaciuto troppo, ma i singoli aforismi ed episodi rimangono di valore.

L’idea della perfezione e del raggiungimento della stessa compare più volte nel corso della narrazione. A questo proposito, due estratti interessanti sono

Ho visto animali addestrati a eseguire gli esercizi più mirabili, esseri che tuttavia, sotto l’eleganza delle loro movenze, portano ancora la traccia indelebile delle innumerevoli torture subite. Quando viene raggiunta la perfezione – e già molto tempo prima – ogni piacere sembra scomparso.

e

Il mio maestro si mostrava inflessibile, e mi faceva esercitare per ore e ore, proprio come ci si esercita su uno strumento musicale, dove la perfezione è sempre un gradino dalla perfezione.

La perfezione come irraggiungibile e necessariamente dolorosa. Pessoa dice che «la vita è la ricerca dell’impossibile attraverso l’inutile», e questo impossibile potrebbe essere identificato con la perfezione – o meglio: la perfezione è uno degli impossibili che cerchiamo di raggiungere; l’inutile è la fatica, il dolore, le privazioni cui ci si sottopone nel tentativo.

Un punto di vista un po’ più leggero, e non per questo meno valido, è qui:

Costruire è potere e sapere \ rinunciare alla perfezione

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