001 – Tre istantanee

di Nelv


* Si arriva sulle sponde del fiume Vltava passando accanto ad un’esposizione di arte moderna; in un cortile si intravedono sculture umanoidi, dei bebè grandi come automobili hanno un codice a barre al posto della faccia e sederi e schiene lucidissime per essere continuamente toccati. Volta verso il fiume c’è la statua di un bonzo, e una coppia di sposi posa per il servizio fotografico delle nozze.
Si tira fuori del pane: due anatre si avvicinano curiose, e pochi secondi dopo un turbine di uccelli bianchi ruota attorno alle briciole nel fiume e al temerario che le lancia; le afferrano al volo e precipitano in acqua litigandosele. Svaniscono con la rapidità con cui sono arrivati appena il pane è riposto, e poco più avanti ci si può sporgere dalla riva e porne un po’ ad un cigno bianco.

* I vicoli e le strade conducono ad un grande viale, di lì a una piazza: in inverno si vendono dolci e salsicce, e appoggiati ad un muro ci sono degli abeti da portare a casa e addobbare. Fermato dall’odore della carne arrostita, ti volti sentendo una musica di zingari che ballano per i turisti: dietro di te si leva il vento, e col cappotto premuto addosso guardi delle grandi bolle di sapone superarti e dirigersi verso i tetti degli edifici illuminati: sono i bambini che giocano.

* Per arrivare alla torre si scala una collina, e perdersi è semplice: il ciottolato è una serpentina attorno agli alberi, tagliata dai ripidi sentieri fangosi degli impazienti; si percorrono, piegati per aggrapparsi alle radici sporgenti, e un uomo con un cappello da cowboy invita nel suo museo della magia, proponendoti bevande alcoliche a buon prezzo: magari la prossima volta.
In cima un’enorme fontana è ormai in disuso, e si cammina dove prima scorreva l’acqua, e fino alla coppia di torrette costruite al centro e separate da un piccolo passaggio. Lì si incanala il vento, più forte in cima alla collina, e spinge al di fuori del vicolo angusto: se si alza lo sguardo, un tiepido sole mattutino illumina la città.

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