003 – Un altro giro di giostra

di Nelv


Sono entrato nella mia stanza giusto ora. Nel poco spazio che precede il vero e proprio spazio abitabile posso solo togliermi le scarpe e posare per terra la tracolla: sul piccolo schermo accanto a me c’è l’iconcina di una luna e la scritta “Configurazione notte”.

In effetti è proprio così che ho lasciato la stanza, quando sono uscito: il letto ancora sfatto, il pigiama gettato sulle coperte nella fretta mattutina, un libro appoggiato in terra. Il letto, come forse ricordi, non è molto al di sopra del livello del pavimento; l’altro elemento di arredo è l’armadio: nient’altro. Mi vedo riflesso nella finestra davanti a me.

La plancia sotto lo schermo assomiglia al quadro comandi di un vecchio condizionatore: spingo i bottoni di gomma fino a quando sullo schermo appare la scritta “Configurazione studio”, con una piccola sediolina accanto. Raccolgo il libro lasciato in terra, torno nella minuscola anticamera e premo il tastino verde dell’OK: l’armadio rientra nel muro con un bip soddisfatto, il letto cala nel pavimento e viene coperto da un pannello scorrevole; la stanza inizia a ruotare.

Sono ancora riflesso nella finestra, ferma al suo posto mente le pareti compiono una rotazione oraria di 270º: mi vedo rinchiuso nel quadrante di un orologio che ruota, con la lancetta dei secondi a scorrere gli anni; dalla finestra contraccambia ora il mio sguardo un altro me: imbiancato dagli anni, un po’ più pingue, ancora solo.

Ma la scrivania si è ormai sollevata dal pavimento, prima incerta come un cerbiatto ai suoi primi passi e ora ben salda; seduto sulla sedia appena emersa, lo spettro di quella solitudine continuo a spaventarlo scrivendoti: fino al prossimo giro di giostra.

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