008 – La telefonata (i)

di Nelv


Di D. non avevo più notizie da ormai più di dieci anni: dopo aver trascorso gli anni delle Elementari e delle Medie insieme, io mi ero iscritto al Liceo Scientifico del paese accanto, lei era rimasta ad A. per iniziare il Liceo Classico. 

Non siamo mai stati molto amici, e non credo abbiamo mai condiviso molto più qualche uscita tra compagni di classe, o qualche ricerca scolastica; a posteriori, posso dire che c’era qualcosa di curioso in lei, qualche nota stonata: caratteristiche apparentemente innocue come un pallore estremo, o il cinismo che un bambino di dieci anni non dovrebbe saper esprimere né riconoscere – e che infatti riconosco solo ora -, la tendenza al silenzio, un senso di responsabilità per il comando. Ho ripensato a lei, e collegando i puntini ho capito che c’è qualcosa che mi è sfuggito: ora voglio sapere cosa. Per questo cerco il suo nome sull’elenco telefonico.

Ho fatto qualche tentativo prima di optare per un approccio così diretto: non è registrata su Facebook, Google plus né Linkedin, se cerco il suo nome sul web non ottengo nessun risultato soddisfacente; unica nota curiosa, una giallista americana ha usato il suo nome per uno dei suoi libri, associandolo ad una donna veneziana. Non so se dovrei dirglielo.
Questa sua assenza dalla rete, oltretutto, mi ha incuriosito ancora di più: mi sembra così strano che non compaia assolutamente nulla – il verbale di un concorso, il suo nome in una lista di candidati, o nei risultati di qualche esame universitario – che ho pensato potesse essere morta; non mi sento ancora di escluderlo, ma il paese è piccolo, e se così fosse stato sono certo che lo sarei venuto a sapere.

L’altra possibilità, naturalmente, è che sia viva. Ma allora dov’è? Cosa fa? Non lo so, e sono esattamente le domande che ho ora per la testa, mentre cerco il suo numero e assieme le parole per rompere il ghiaccio a 10 anni di distanza.

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