010 – La telefonata (iii)

di Nelv


Parte 1
Parte 2

Non è che sia andata proprio così: al momento della chiamata D. ha pensato fossi mosso da nostalgia per i tempi delle medie, decidendo di affidare a un’altra ex compagna di classe – Rebecca, sua migliore amica -, il compito di radunare le adesioni. Avrei potuto dirle che non avevo chiamato per quello, ma solo per sapere cosa sarebbe successo ed avere una conversazione surreale in un non meglio precisato bar del centro; me ne è mancato il coraggio, e la serata è stata fissata di lì a tre settimane.

A posteriori, poteva andare peggio: c’era il Nevi, che per tre anni aveva rimediato solo insufficienze in disegno tecnico e alla fine si era scoperto che prendeva le misure sul righello partendo da uno; Marco Ribedi, ai tempi ricettacolo di ogni tipo di allergie e felice possessore di iguana: non so se ha ancora iguane per case, ma dice che con le allergie ha risolto. C’era quella Barbara che quando abbiamo organizzato un musical e c’era da far le prove lei cantava e io piangevo, e non ho mai capito perché – non mi è più capitato -; c’erano naturalmente Rebecca e D., amiche da ormai più di venti anni: la prima ciarliera e confusionaria, la seconda gelida osservatrice.

Per la prima volta mi è sembrato di poter parlare con D. sullo stesso piano. Non so bene cosa possa pensare di me.

Il ristorante in cui abbiamo mangiato l’ha aperto il mio ex compagno di banco, Enrico. Per la comune propensione a cercare di ottenere il massimo risultato col minimo sforzo, il professore di italiano ci suggerì di aprire assieme il club “La scorciatoia”: qualche anno dopo entrambi abbiamo inseguito le nostre ambizioni in Germania, e, anche se lui ora è tornato, entrambi continuiamo a lavorare per raggiungerle. Questa sera mi piace immaginare che, oggi come allora, siamo vicini dietro un banco, ognuno a cercare per proprio conto la propria scorciatoia.

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