011 – Sterna (i)

di Nelv


Il provvedimento iniziale era parso ai più innocuo, per non dir sensato: gli inquilini delle case affacciate sul canale avrebbero pagato il prestigio della loro posizione proporzionalmente alla vistosità della stessa, versando tanto di più quanto più larga sarebbe stata la facciata della loro casa.

L’elite mercantile della piccola cittadina di Sterna, tutta ben disposta lungo il suddetto canale, strepitò, protestò e pianse, ma alla fine si dovette rassegnare: e mentre il sindaco si fregava le mani pregustando i nuovi introiti e qualche altro si compiaceva delle altrui perdite, agli scaltri venditori sovvenne che tutto sommato sarebbe bastato ristrutturare le case dimezzando l’ampiezza della facciata e lavorando sulla profondità.
L’idea fu salutata come folle e dispendiosa, e tale si rivelò: ma ai mercanti parve un buon prezzo per potersi godere ogni mattina il viso torvo del sindaco e di quelli che delle loro perdite si erano prematuramente rallegrati.

Con la comparsa di queste abitazioni un po’ bislacche ci fu più spazio per costruirne altre sul canale, ormai tutte allo stesso modo: e nei tempi prosperi che seguirono l’abbondanza dei commerci portò alla costruzione di nuovi canali, e di altre, simili case. In capo ad un secolo la città aveva un sistema di canali concentrici con dei raggi a metterli in connessione l’uno con l’altro, e vista dall’alto pareva un fiocco di neve.

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