The New Year Meme (2015)

di Nelv


Un po’ l’unico motivo per cui questo blog è ancora su: ma non importa, le ricorrenze sono importanti. È abbastanza.

Prima di iniziare col meme vero e proprio, vorrei introdurre una domanda 0:

0. Un rapido riassunto dell’anno passato.

Le principali novità e avvenimenti di quest’anno sono stati in campo sentimentale, in positivo e in negativo; per il resto, routine. Sono riuscito a cambiare casa, ho superato un altro semestre, inizio a parlare tedesco; inizio ad avere una chiara percezione dei miei limiti – è una cosa relativamente nuova per me, e devo imparare a capire come sfruttarla. Anche questo è vita, credo.

1. Cosa hai fatto nel 2015 che non avevi mai fatto prima?

Ho comprato una bicicletta, e ho fatto qualche giro. La dovrei usare di più, ma sono piuttosto impacciato, e sono molto più a mio agio su due piedi che su due ruote. Forse in futuro bisognerà fare di necessità virtù, e almeno ne avrò usata una per un po’ – per adesso, sono andato in esplorazione in un parco e poco più.

2. Buoni propositi per il nuovo anno: hai mantenuto quelli dell’anno passato, ne hai in mente di altri?

L’anno scorso ho scritto

vorrei vivere la mia vita senza i retaggi delle esperienze passate. Come un bambino! È possibile?

Davvero? “Retaggi delle esperienze passate”? Ma se mi sembra così inutilmente melodrammatico, vuol dire che un po’ ci son riuscito.
Per l’anno a venire ho in mente qualcosa di un po’ più concreto: migliorare la mia forma fisica. Non voglio (necessariamente) essere muscoloso, ma al momento le braccia sembrano attaccate al torso come fossero dei geomag – non è che non ci dorma la notte, ma forse basterebbe poco per non sembrare un torace con quattro stecchetti attaccati.

3. Qualcuno che conosci ha avuto figli?

Non mi sembra… però conteggiamo in quest’anno una nascita nel prossimo Gennaio, ché per il prossimo New Year Meme me ne sarò senz’altro dimenticato.

4. Qualcuno che conosci è morto?

Uhm, no, non mi pare.

5. Sei stato all’estero? Dove?

Ho visitato l’Olanda – Amsterdam, Leiden e l’Aja. Leiden mi è piaciuta moltissimo, e mi piacerebbe un giorno viverci, anche solo per poco; Amsterdam mi ha invece un po’ deluso. L’Aja è simpatica.
In Germania, ho visitato Berlino. Gran posto! Però ecco, lì non vivrei.

6. Cos’è che nel 2015 ti è mancato, e che il prossimo anno vorresti avere?

Dall’anno passato:

quest’anno voglio la capacità e la voglia di dimenticare. Basta spettri!

Sono abbastanza sorpreso da questo tipo di risposte, dall’aver sentito queste cose con tanta forza da volerle scrivere solo un anno fa.

Al me passato direi che non è che abbia dimenticato: non ci ho pensato più, e ora che ci ripenso è tutto molto più lontano. Non è che gli spettri non ci siano, ma non escono più dai quadri per inseguirmi; son fermi lì, e mi soffermo a parlarci solo se ne ho voglia.
Temo ne arriveranno presto di nuovi, e speriamo di esser più pronti ad accoglierli. Fino ad allora, godiamoci la casa disinfestata.

7. Quale data del 2015 ti rimarrà impressa, e perché?

La mia data preferita di quest’anno è il 4 Giugno. Non la ricordo a memoria, ma ho una foto scattata in quel giorno, con data annessa. Perché è la mia data preferita? Perché è un primo bacio.

8. Il tuo più grande risultato di quest’anno?

Mi sembrerebbe un po’ cinico annoverare un affetto tra i “risultati” – tanto più che credo di averlo già perso. C’è stato qualche buon risultato in università, e in generale dal punto di vista intellettuale; soprattutto, credo di essere un po’ più in pace con me stesso. Il merito è dell’affetto di cui sopra, direi: non c’è lenitivo più efficace.

9. Il tuo più grande fallimento?

Scrivevo:

Tranne rare eccezioni, le mie relazioni sono dominate da sentimenti negativi, tutti ruotanti attorno al campo della gelosia, dall’invidia alla paura del distacco. Qual è la causa? E il rimedio?

Non parlerei di invidia, ma sottoscrivo senz’altro la paura del distacco. La causa: insicurezza. Non penso di essere qualcuno per cui vale la pena restare; ma in realtà – il problema è sempre questo – non credo che la maggior parte delle persone lo siano.

Qualche anno fa mi sono interessato di storia bizantina: leggendo delle continue battaglie dell’Impero contro i Bulgari, ho finito per concepirle come un match di tennis disputato tra ciechi; una sfida tra incompetenti, in cui basta riuscire a mandare fortunosamente la pallina nel campo avversario per guadagnarsi la vittoria – e nel caso di Bizantini e Bulgari, era veramente così: se il re bulgaro riportava una schiacciante vittoria e stava per sconfiggere l’Impero, qualche ribellione nel regno lo tratteneva dallo sferrare il colpo di grazia; se un generale bizantino portava finalmente sotto assedio la capitale avversaria, una manovra di palazzo buttava giù l’imperatore e portava alla guerra civile; e via così, in scenari di crescente incapacità politica. Non è che non siano riusciti a sconfiggersi perché ugualmente forti, ma perché ugualmente incapaci.

La mia visione delle relazioni umane è più o meno questa. Sono pochissime le persone che veramente sanno giocare a tennis, e tutti finiscono per accontentarsi di un avversario qualsiasi; ma non ne sono soddisfatti, e continuano a cercarne di migliori, in un incessante e noncurante scaricarsi l’un l’altro. Mediocri che lasciano mediocri per trovare altri mediocri, e se si danno da soli la racchetta in faccia accusano l’altro; ed è difficile argomentare in qualche modo, perché l’altro è veramente incompetente, ma non è la sua incompetenza a farci male: è la nostra. Se per assurdo si fosse buoni giocatori, non si potrebbero trovare avversari, è vero; ma neanche questa è un’argomentazione valida: lo sarebbe se si fosse in grado di giocare, ma non lo si è. È un disincentivo ad imparare, ma non so se imparare si possa.

Insomma, la paura del distacco è causata dai bulgari. Per il rimedio, non so, l’Impero Bizantino è poi caduto e mi ha lasciato senza ulteriore ispirazione.

10. Sei stato ammalato? Ti sei rotto qualcosa?

Non mi son rotto nulla, e non sono andato oltre il raffreddore.

11. La cosa migliore che hai acquistato?

Sono due: una penna stilografica Lamy, che scrive molto bene e la cui spesa ho abbondantemente ammortizzato nei molti mesi d’uso, e il Joylent, versione europea del Soylent. Mensa no more.

12. Ci sono stati gesti che ti hanno lasciato ammirato?

Mi sono commosso quando degli amici hanno organizzato una festa a sorpresa per il mio compleanno. Ogni tanto mi è sembrato di vedere gesti altruistici, disinteressati, e mi ha fatto piacere.

13. E gesti che ti hanno infastidito?

Una novità di quest’anno è che non riesco ad impedirmi di vedere dietro a chi si comporta male le motivazioni di ciò che lo hanno portato ad essere in quel modo. È un processo che è iniziato quando ho incontrato – a più riprese, negli ultimi anni – una bambina cresciuta da genitori poco attenti, e l’ho vista crescere diventando (per usare un eufemismo) poco amabile: quando la vedo comportarsi male, riesco solo a vedere una bambina vittima dei suoi genitori; mi sembra che non abbia avuto chance di diventare qualcosa di diverso, fosse anche stata, in potenza, una santa. Ora queste vittime le vedo dappertutto.

(La cosa si accompagna alla voglia di prendere le suddette vittime a randellate sui denti, senza però estinguerla.)

Quindi sì, ci son stati gesti poco carini, ma nulla che non mi sembri giustificabile.

14. Come hai speso la maggior parte dei tuoi risparmi?

A partire da Ottobre ho fatto una tabellina delle spese. Tra panini e pizze, finisco per spendere soprattutto quando mangio fuori casa: non ho molte altre spese.

15. Che cosa ti ha fatto andare molto, molto, molto su di giri?

Hey, i baci.

16. Quale canzone ti ricorderà sempre del 2015?

Nessuna in particolare – non ho ascoltato molta musica.

17. Pensa a come eri l’anno passato in questi stessi giorni. Ora sei:

a) più felice o più triste?

L’anno scorso scrivevo di essere più felice. Credo di esserlo ancora di più. Bene!

b) più magro o più grasso?

Ho cambiato casa, e ho riiniziato a cenare. La linea ne ha un po’ risentito. :-)

c) più ricco o più povero?

Quest’anno faccio da correttore per i compiti di un corso che ho frequentato l’anno passato. Il primo stipendio, e i primi soldi veramente miei! Certamente più ricco.

18. Cosa avresti voluto fare di più?

Gestione del tempo e forza di volontà: le mancanze son tutte qui, in fondo. L’anno prossimo dovrò far meglio.

19. Cosa avresti voluto fare di meno?

L’anno scorso dicevo di aver poltrito troppo. Quest’anno non mi sembra: di nuovo, mi pare però di aver buttato via mesi interi, sbriciolati in pezzi di cinque minuti.

20. Come hai passato il Natale?

Quest’anno sono rientrato un po’ prima, il 20. Sono stato a casa.

21. Ti sei innamorato nel 2014?

Vale la risposta dell’anno passato:

Sull’autobus, in aula, facendo la spesa, alzando gli occhi da un libro…

In quanto ai baci – trovare qualcuno con cui dividere le giornate o i pensieri è, credo, qualcosa di diverso dall’innamorarsi. Ci si innamora di impressioni fulminee, non di persone, per me. Mi sono innamorato di molti sorrisi, tutti portati dalla stessa persona: questo sì.

22. Il tuo programma TV preferito?

Nel semestre estivo ho finito di guardare Criminal Minds. Soprattutto, mi è piaciuta la serie TV 1992 – ma sembra non abbia avuto troppo successo: peccato.

23. Odi qualcuno che l’anno scorso non odiavi?

Ho parlato con nuove persone, qualcuna non mi piace molto – ma non c’è nulla che chiamerei odio.

24. Qual è stato il più bel libro che hai letto?

Ho letto diversi libri in inglese, mi sono piaciuti molto quelli di Philip K. Dick. Diciamo The man in the high castle.

25. E la più grande scoperta musicale?

Nulla di nuovo, quest’anno. Ho ascoltato molto i Baustelle.

26. Che cosa hai voluto e ottenuto?

Sono diventato una persona di smisurata ambizione e modestissime aspettative: ho avuto buoni risultati in università, mi è bastato. Di nuovo, mi sembra poco elegante mettere una persona – o componenti anatomiche – tra cose che ho voluto o ottenuto.

27. Che cosa hai voluto ma non ottenuto?

Vale lo stesso discorso per le componenti anatomiche e le persone. Non c’è molto altro.

28. Quale film ti è piaciuto di più quest’anno?

Mi è piaciuto molto Mia madre, di Nanni Moretti, e – su un registro completamente diverso – Il risveglio della Forza.

29. Cosa hai fatto per il tuo compleanno, e quanti anni hai compiuto?

23. Non volevo festeggiarlo, mi hanno fatto una sorpresa e l’ho festeggiato lo stesso. 🎉

30. Che cosa avrebbe reso il tuo anno molto più soddisfacente?

Molto più soddisfacente? Direi che son soddisfatto così. Mi sarebbe piaciuto avere qualcosa in programma in estate, questo sì.

31. Come descriveresti le tue idee sul vestire nel 2015?

Questo è stato il primo anno senza T-Shirts. Indosso polo e maglioncini per giustificare la barba – come dire che è lunga per scelta e non per pigrizia, dal momento che so come ci si dovrebbe vestire per apparire presentabili.

Ma non è vero: la tengo lunga per pigrizia.

32. Che cosa ti ha aiutato a non perdere la testa?

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(ripetere in periodi di stress/attacchi di panico fino a quando il battito cardiaco torna nella norma)

33. Ti è piaciuta particolarmente qualche celebrità o figura pubblica?

nah.

34. Quale questione politica ti ha coinvolto maggiormente?

La vicenda politica che ha più coinvolto la mia vita di tutti i giorni – e lo ha comunque fatto marginalmente – è stata la decisione della Merkel di accettare un gran numero di profughi in Germania. È stato molto strano vedere apparire mendicanti in zone dove non ne avevo mai visti prima, e triste vederli patire l’inverno tedesco con vestiti leggeri addosso.

35. Hai sentito la mancanza di qualcuno?

Be’, sì. Capita.

36. La persona migliore che hai conosciuto quest’anno?

Come successe a Trento, ho fatto tutte le mie amicizie il primo semestre, e poi nulla più. All’inizio del semestre invernale sono arrivate diverse nuove persone, alcuni anche simpatici; ma non posso dire di conoscerli, credo.

37. Un’importante lezione di vita dal 2015.

Può essere che mi venga in mente qualcosa, in caso tornerò a scriverlo più tardi. Per ora lascio un proverbio tedesco che ho imparato quest’anno: Wessen Brot ich esse, dessen Lied ich singe.

(Google mi segnala che il proverbio in realtà è “Wes’ Brot ich esse, des’ Lied ich singe”: credo che i miei amici mi abbiano proposto la versione lunga per risparmiarsi la grandinata di domande su quali parole abbreviano i tedeschi e perché.) 

38. Cita una canzone che riassume l’anno passato.

Da Eskimo,

Bisogna saper scegliere in tempo, / non arrivarci per contrarietà!

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